Sanità ecocompatibile, ospedali che inquinano meno, miglior qualità della vita per il paziente. Raccontare la digital health revolution è la sfida del “nuovo” marketing sanitario ecologico.

DI COME L’AMBIENTE INFLUENZA LA SALUTE, E VICEVERSA

Partiamo da un presupposto semplice: l’ambiente fa male alla salute, se noi facciamo male all’ambiente. In retorica questa espressione si chiama chiasmo: la prima parte dell’enunciato viene ripresa con significato ribaltato e speculare nella seconda. Come possiamo quantificare il male che un ambiente maltrattato ci può fare? Lo ha fatto l’OMS in un report del 2018 da cui apprendiamo che:

Il 24% di tutte le malattie nel mondo dipende da fattori ambientali. Prevedibili.

Questa percentuale si traduce in 13 milioni annuali di decessi prevenibili.

Tra le principali cause di morte determinate da fattori ambientali ci sono la malaria, la diarrea, incidenti di varia natura e malattie dell’apparato respiratorio tra cui la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Inquinamento atmosferico e delle acque di natura chimica o fisica, inquinamento indoor, spillover e circolazione di agenti patogeni, sfruttamento e/o cattiva gestione del territorio con conseguente aumento esponenziale di desertificazione e rischio idrogeologico sono i principali abusi ambientali che ricadono sulla salute e sul benessere umani. I Paesi a basso reddito sono i più esposti. Ma in modo meno specifico, anche la qualità e le aspettative di vita degli “occidentali” vengono influenzate dal cambiamento climatico e dall’inquinamento, dal vivere in contesti malsani adottando abitudini nocive.

È stato stimato che nel solo 2015 nel mondo 9 milioni di persone siano morte prematuramente a causa dell’inquinamento.

Sempre l’OMS, specifica le azioni che dovrebbero essere intraprese per ridurre nel prossimo futuro – da oggi al 2030 – le determinanti ambientali sulla salute della popolazione umana.

Agire sulle acque - per renderle disponibili a tutti e sicure
Agire sull’edilizia e sulla cantieristica - per costruire edifici, strade e infrastrutture privi di rischi in fase di realizzazione e nel lungo termine
Modulare il rilascio di sostanze tossiche - per neutralizzarne, o minimizzarne gli effetti nocivi su ambiente e salute umana
Promuovere l’uso di fonti di energia rinnovabili
A queste buone pratiche si aggiunge la digitalizzazione – sostenibile – in sanità.
Salute Digitale Sostenibile

Salute Digitale Sostenibile

Digitalizzare il sistema sanitario è il modo più rapido ed economico per assicurare il diritto alla salute e al benessere dei cittadini, e allo stesso tempo proteggere l’ambiente in cui essi vivono.



DI COME INQUINA UN OSPEDALE

Il fatto è che per curarci, inquiniamo. Poli ospedalieri e strutture parasanitarie producono grandi quantità di sostanze tossiche, scorie radioattive, rifiuti non riciclabili e comportano un gran dispendio energetico con notevoli emissioni di CO2 nell’aria.

Un’indagine condotta da ricercatori dell’Università americana e pubblicata nel 2019 di Yale ha stimato che le emissioni di gas serra (i più nocivi per l’ambiente e l’atmosfera terrestre) che l’intero apparato sanitario di USA, Australia, Canada, e GB produce in un anno sono superiori alle emissioni annuali di anidride carbonica di tutto il pianeta eccetto queste nazioni. Sempre dall’indagine, è emerso che il solo sistema sanitario USA è responsabile del 10% del totale delle emissioni di CO2 del Paese, e del 9% del totale di emissioni di gas non serra

Per tale ragione, già dal 2010 negli USA, in Europa e in altre regioni del mondo, si sono cominciate a diffondere specifiche linee guida per limitare l’inquinamento ambientale prodotto da strutture ospedaliere e affini. L’idea di realizzare eco-ospedali, costruiti con tecnologie green, a basso impatto ambientale e in grado di assorbire le proprie stesse scorie, non è quindi nuova.

Ad esempio: è del 2021 la guida della NEA (Northen Ireland enviroment Agency) https://www.netregs.org.uk/media/1795/gpp-25-hospitals-and-healthcare-establishments.pdf

Di qualche anno prima le best practice indicate dall’EPA (United StatesEnvirometal Protection Agency) del New England https://archive.epa.gov/region1/healthcare/web/html/bmp.html

Del 2017 (revisione) il documento promosso dal California Department of Health Service https://www.cdph.ca.gov/Programs/CEH/DRSEM/CDPH%20Document%20Library/EMB/MedicalWaste/Hospital%20P2%20Strategies.pdf

Del 2018 il report con programma emerso durante un workshop con sede a Bruxelles, richiesto dal Parlamento europeo, che tratta esattamente il tema che ci sta a cuore: la sostenibilità dei sistemi sanitari. https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2018/619029/IPOL_IDA(2018)619029_EN.pdf 

Per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile Europa e Italia puntano sulla trasformazione digitale mirando, in questo decennio, a:

  • Creare infrastrutture digitali sicure e sostenibili
  • Digitalizzare le imprese
  • Digitalizzare i servizi pubblici al 100%, inclusa la sanità online

DI COME UNO STORYTELLING EFFICACE POSSA PROMUOVERE SERVIZI SANITARI DIGITALI CUCITI SUL PAZIENTE

Di come la sanità possa beneficiare della digitalizzazione anche in termini di sostenibilità e di centratura sui bisogni del paziente abbiamo ampiamente parlato qui:

E qui:

Ma c’è un altro settore che può contribuire a promuovere attivamente la transizione digitale in ambito healthcare: la comunicazione.

Lo storytelling è lo strumento che il marketing usa nel business sanitario per promuovere i suoi servizi e spiegarne usi e benefici in modo emozionale.

Perché parliamo di diritto alla salute e al benessere, un diritto che ci accomuna tutti come esseri umani.

Lo storytelling può diventare la chiave per diffondere l’esistenza di piattaforme digitali, app, devices di intelligenza artificiale e servizi di assistenza da remoto che in parte nel presente, ma soprattutto nel prossimo futuro saranno disponibili nel settore sanitario pubblicato e privato.

Il PNRR investe nella transizione digitale del sistema sanitario italiano il 27% del totale delle risorse destinate alla Mission-6 Salute, che ha una previsione totale di spesa pari a 15,63 miliardi. Una parte consistente andrà alla telemedicina come supporto alla domiciliazione delle cure, e una più ingente alla transizione digitale e all’informatizzazione del SN vera a propria. Per attuare in modo quanto più omogeneo possibile la digitalizzazione del sistema salute Agenas (Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali) si sta occupando di realizzare una piattaforma nazionale per la telemedicina.

Nuovi strumenti digitali, software e startup vedranno la luce tra il 2022 e il 2026, che dovranno essere integrati nel sistema e opportunamente pubblicizzati. Tecnici e personale sanitario dovranno essere formati per il loro utilizzo corretto.

L’utenza, ovvero noi cittadini, dovremo sapere quali sono, e come usare la tecnologia digitale e i servizi di teleassistenza, telemonitoraggio e telemedicina per poterne usufruire efficacemente.

La transizione digitale in sanità è pensata per mettere il paziente al centro del percorso diagnostico e terapeutico e per fornirgli le competenze e gli strumenti tecnologici necessari ad ottenere il pieno controllo sulla sua salute. La tutela dell’ambiente è la ricaduta non secondaria di questa rivoluzione nella modalità di somministrazione e monitoring delle cure

I dati sensibili dei pazienti potranno essere condivisi tra medici, ma dovranno essere protetti da possibili furti e manipolazioni. Anche questo è un aspetto non secondario

Tutto è “raccontabile”

Ma anche lo storytelling deve essere sostenibile, mirare a incrementare in chi fa business sanitario, in chi somministra i servizi, in chi li riceve, una forte coscienza ecologica. Ogni parola pesa, e può entrare nel circuito virtuoso che difende l’ambiente, per difendere la salute umana.

Modellare le coscienze significa trasmettere contenuti green, non per moda, non per farsi una buona reputazione, ma per contribuire a creare un buon futuro, in cui quei 13 milioni di morti all’anno per malattie “ambientali”, saranno risparmiati.

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